Tradimenti estivi: quando la fedeltà diventa il tradimento di sé stessi e il corpo grida.
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Quando essere fedeli diventa tradire sé stessi?
Chi è particolarmente passionale lo sa: esistono incontri che non si possono evitare senza spegnere parti vitali e gioiose del proprio essere.
Non si tratta di pruriti da soddisfare, ma di sussurri dell’anima che, se ignorati, diventano grida del corpo.
L’acqua scorre verso il mare anche passando attraverso la terra.
Il fuoco si dirige verso il legno.
I poli opposti si attraggono.
Come possiamo pensare di opporci a questi impulsi vitali che danzano governando la natura?
Ci sono persone che, quando si trovano insieme in uno stesso spazio, non possono fare altro che amarsi.
In modo irragionevole. Senza misura.
Non esistono impegno, morale, etica o senso di colpa capaci di fermare quei movimenti dell’essere.
Sono spiriti che attraversano la nostra vita come temporali estivi: freschi, a volte distruttivi, sempre incontenibili.
“Sarò quello che sarò” (Esodo 3:14)
Igor Sibaldi ne parla qui
Apre spazio. Libertà. Presenza.
Non chiedermi chi sono, perché tra un istante potrei non esserlo più...
Eppure noi, esseri morali e sapienti, abbiamo deciso che questi spiriti – che sono parte dell’anima e forse dell’eterno – debbano restare rinchiusi nella soffitta impolverata del “giusto” e dello “sbagliato”.
Ma come può essere sbagliato l’amore?
Anche quando è impicciato, assurdo, perfino immorale.
Ha bisogno di essere ascoltato. Di essere onorato.
Sia ben chiaro: la fedeltà verso qualcuno, o verso un ideale, è meravigliosa!
Ma diventa infedeltà verso sé stessi quando incatena la propria natura.
Esco per un attimo dall’area affettiva-sessuale per mostrarti la stessa dinamica da un altro punto di vista.
Immagina di appartenere a un gruppo politico o a un ideale non violento.
Contrario alla pena di morte, sostenitore dell'amore incondizionato.
Un giorno, quel gruppo comincia ad attuare con violenza e a sostenere la pena di morte.
Che fare?
Ci sono due scelte:
- restare fedeli al gruppo e tradire sé stessi;
- oppure restare fedeli a sé stessi e lasciare andare il gruppo
La fedeltà che uccide parti vive dell’anima non è più virtù. È autoannientamento.
Non raccontarti più palle: torna in te!
Dalla coscienza dei miei 47 anni:
a 20 non lo sapevo,
a 30 non lo ammettevo,
a 40 non lo accettavo.
Dovremmo condividere noi stessi — e il nostro spazio vitale — solo con chi è capace di sostenere e vedere l’animale che siamo.
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Le fragilità.
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L’incapacità di essere monogami.
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Il brutto carattere.
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Le predilezioni sessuali.
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Le coccinelle non cercano di sposarsi con le tartarughe.
I gatti non cercano di accoppiarsi con le antilopi.
Allora perché diavolo hai deciso di indossare un costume da unicorno, solo per ricevere amore o per guadagnarti un ruolo rispettabile di moglie, marito, compagna, compagno di tal dei tali?
Capisco: i tuoi genitori, la scuola, la chiesa, gli amici, la società intera… ti hanno raccontato che il tuo modo di essere non era giusto.
Che i tuoi appetiti, le tue inclinazioni, erano sbagliati. Immorali.
Che se non avessi indossato il giusto costume, nessuno ti avrebbe voluto davvero.
Ho una buona notizia per te: sono tutte stronzate!
Siamo otto miliardi.
Se ti piace fare l’amore con i piedi, ci sono persone a cui piace la stessa cosa.
Se ogni tanto ti piace farlo con la panettiera o con l'ortolano che ti vende quelle deliziose fragole, trova un compagno o una compagna con cui non dover portare la croce di un'aureola che non ti appartiene.
Se sei un criceto a cui piace accoppiarsi ogni due minuti e fare milioni di figli,
toglitelo quel tailleur da frigida donna in carriera,
e comincia a scopare come se non ci fosse un domani.
Con un’olandese. Fate sei figli. E andate tutti in campeggio, come quelle meravigliose famiglie del nord Europa.
Altrimenti avrai sprecato il tuo tempo, la tua vita,
Il meraviglioso vizio di essere sé stessi e ritrovare la propria voce interiore
Fingere di essere qualcun altro.
Ti tradisci quando decidi di stare lontano da quelle cosce e da quelle tette di cui Ligabue canta in Certe notti, per rispettare quei patti sociali che ti hanno affibbiato alla nascita e che non riguardano né te né la tua anima.
Vorrei che diventassi per te stessa, per te stesso, “quel vizio che non vuoi smettere mai” (cit. Luciano Ligabue).
Che imparassi a stare con la tua bellezza — unica, gioiosa, triste, caotica, metodica, solitaria, caciarona.
Sii tutto ciò che puoi.
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Come si fa a smettere di tradirsi?
Si comincia dal respiro consapevole.
Dal movimento che libera il canale centrale.
Che sblocca le spalle, il diaframma, la voce.
Che ti rimette dentro il corpo.
Si inizia a camminare in modo presente.
Un passo, una maschera in meno.
Un passo, un ritorno a casa.
È importante aprire gli occhi della coscienza.
Guardare bene.
Capire cosa desideri davvero.
Non quello che ti hanno insegnato a volere.
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