La tua realtà interiore nutre corpo e anima.
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La realtà che ci raccontiamo: ascoltare le verità nascoste dentro di noi
Siamo abituati a pensare alla realtà come qualcosa di chiaro, unico, definito.
Pensiamo che gli eventi abbiano un solo risvolto possibile: quello che rientra nel nostro modello, nel nostro spettro visivo.
Eppure ci sono due aspetti che smontano questo castello di carte e mettono in discussione la realtà come la conosciamo.
I limiti dei nostri sensi
Il nostro udito percepisce solo una frazione delle frequenze sonore esistenti nell’universo; siamo, di fatto, animali quasi sordi.
Allo stesso modo, la nostra vista cattura una porzione infinitesimale dell’intero spettro elettromagnetico.
E spesso ci mancano le parole per descrivere le sensazioni del corpo, le emozioni, le qualità dei pensieri.
Dunque, come possiamo pensare di vivere in una realtà oggettiva quando i nostri strumenti di valutazione sono così rudimentali?
La realtà che consideriamo “tale” non è altro che il punto di vista di un essere cieco, sordo e disconnesso da sé: possiamo davvero affidarci ciecamente a un modello così limitato?
Le storie che ci raccontiamo
Quante storie ti racconti per vivere nel rispetto di una realtà generata da una società cieca, sorda e disconnessa da sé?
Se ascoltassi almeno una parte delle tue realtà profonde, individuali, naturali, cosa potrebbe accadere nella tua vita?
Dentro ciascuno di noi vivono spiriti diversi che hanno bisogno di essere ascoltati.
Per garantire stabilità alla “realtà”, li teniamo spesso incatenati nelle segrete della razionalità violenta che domina le nostre piccole scelte quotidiane.
Scegliamo un formaggio light invece di un pezzo di Toma grassa e stagionata perché qualcuno ci ha insegnato che “i belli sono magri” e che “il colesterolo fa male”.
Il sistema ci ha educati ad ambire a ruoli di prestigio, a stare davanti a un PC tutto il giorno e a concederci solo un’oretta di movimento al chiuso in qualche palestra.
Come possiamo accontentarci di una pseudo realtà costruita su questo finto benessere psicofisico?
Il richiamo dello spirito bambino e dell’animale selvaggio
Eppure, il nostro spirito bambino e quello selvaggio scalpitano per poter godere della vita!
Vorrebbero giocare, rincorrersi l’un l’altro, costruire capanne in un bosco o castelli di sabbia sulla spiaggia.
Cosa farebbero il tuo bambino interiore e il tuo animale selvaggio se gli permettessi di esprimere la loro realtà profonda?
Quando riconnettiamo il corpo alle vere necessità dell’anima, esso inizia a parlarci in modo chiaro.
Se diamo valore ai personaggi psichici — il bambino, l’animale, la strega o lo stregone, l’amante, la saggia/o — la nostra realtà diventa molto più grande e ricca di possibilità.
Quando queste essenze divine vengono accolte, otteniamo mazzi di chiavi che aprono porte laddove prima vedevamo solo muri.
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Un’esperienza personale: il mare e la montagna
Pochi giorni fa ritornavo dal mare.
Man mano che mi avvicinavo alle montagne, il corpo si irrigidiva: il plesso solare si chiudeva, la vitalità si contraeva.
Al mare, invece, mi sentivo aperta, pronta a ricevere, a immergermi nella vita.
La rigidità fibromialgica quasi sparita, nonostante un letto inadatto e il mio corpo fosse attraversato dal rumore intenso delle macchine sulla via Aurelia .
Ogni mattina il mio corpo mi diceva:
"Che figata! È ora di vivere di nuovo! Andiamo a fare colazione e poi subito in spiaggia!"
La gioia di vivere danzava in me senza alcun ritegno.
Al contrario, avvicinandomi al meraviglioso paesaggio alpino, mi sentivo intrappolata in una ragnatela che bloccava la mia vitalità.
E una voce dentro di me sussurrava:
"Io voglio stare al mare! Voglio vivere un periodo al mare! Ne ho bisogno!"
In quel momento, qualcosa ha iniziato a cercare il modo di permettermi di vivere questa esperienza.
Non so cosa accadrà, ma ciò che è certo è che la mia realtà è cambiata:
non è più “io vivo in montagna perché sì, perché ho comprato casa e mi piace”,
ma “va bene, ora vado in montagna, ma il mio corpo vuole stare al mare”.
Prendo atto, non giudico, non faccio pazzie: riconosco che questa realtà esiste dentro di me e merita attenzione.
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La scelta: ignorare o ascoltare?
Questo pensiero ha stravolto la mia vita.Ora ho davanti un dilemma: continuare a ignorare la chiamata dell’anima, lasciando tutto uguale, oppure scoprire cosa questa nuova realtà ha da offrire alla mia essenza autentica?
La vita si srotola così.
Possiamo scegliere di diventare un po’ più “stupidi”, ignorando le realtà possibili, oppure aprirci all’opportunità di vivere in modi diversi, autentici e profondi.
🔥 Call to Action
Vuoi scoprire cosa accade quando ascolti davvero le tue realtà interiori?
Prova questo piccolo esperimento:
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Scegli una musica che ami.
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Chiudi gli occhi. Respira profondamente: inspira dal naso ed espira dalla bocca.
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Entra nella respirazione circolare veloce (senza pause tra inspirazione ed espirazione). Continua per diversi minuti, finché la mente ti dirà di smettere perché è “pericoloso”.
Non lo è! Questa respirazione brucia i pensieri e la mente non ama essere zittita.
Quando arrivano le resistenze, lì inizia il vero lavoro. Continua. Brucia. 🔥 (5 minuti o la durata di una canzone). -
Inspira profondamente. Fai una breve apnea. Espira lentamente con un soffio leggero dalla bocca. Muovi il corpo. Ripeti 3 volte.
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Resta immobile. Ascolta il corpo, le emozioni, le tue essenze profonde che danzano in te.
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Scrivi tutto ciò che emerge, senza giudizio.
✨ Se vuoi approfondire, condividi la tua esperienza nei commenti o seguimi sui social Ariavibra per ricevere spunti, pratiche e rituali quotidiani che ti aiutano a riconnetterti con la tua essenza autentica.






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