Come ritrovare se stessi? Con il mito di Ulisse!
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| Immagine tratta da Pinterest |
Il viaggio e la distrazione del cuore
A volte intraprendiamo un viaggio verso i nostri desideri più grandi.
Creiamo grandi imprese, ma poi accade qualcosa che ci allontana dai nostri veri obiettivi e, come Ulisse, iniziamo a vagare in cerca di una meta che diventa sempre più lontana.
Recentemente un uomo mi ha raccontato di un suo viaggio, un'impresa affascinante che mi ha catturata.
Era così determinato nel raggiungere la sua meta, il suo fervore mi ha colpita.
Voleva arrivare in Mongolia in bicicletta.
Ha affrontato prove titaniche, come in ogni autentico viaggio iniziatico.
Ci stava quasi riuscendo, ma uno spirito indomito — quale solo l’amore può essere — lo ha allontanato dal suo obiettivo.
Un amore sconvolgente, a tratti malsano, lo ha coinvolto. Lo ha catturato.
Il mito che si ripete
Mi è venuto in mente Ulisse, quando nell’intento di tornare verso Itaca si imbatté in molte donne che furono sue amanti.
Circe, Calipso e Nausicaa, donne con cui visse esperienze straordinarie, ma che allo stesso tempo lo allontanarono dal suo scopo — che probabilmente non corrispondeva all’obiettivo dell’anima in quel momento.
Il viaggiatore in bicicletta mi racconta di sentirsi demolito dall’esperienza vissuta.
Percepisco che rinnega la sua storia d’amore, giacché non è stata conforme alle sue aspettative razionali.
Incolpa la musa incontrata di averlo allontanato dal viaggio, di avergli rubato l’anima.
Ma in questa narrazione scorgo due spiriti che danzano.
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Due spiriti in lotta
Il primo è la sua volontà di andare verso la Mongolia: un richiamo ancestrale che gli ha fatto compiere grandi imprese, cui a un tratto ha deciso di sottrarsi.
“No! Io scelgo l’amore!”
Ecco che il viaggio ha smesso di esistere nella sua realtà, poiché lui ha scelto altro.
Il secondo spirito è quello dell’amore, che in qualche modo trova sempre la via per stravolgere i piani e i desideri.
Questa straordinaria capacità di scagliare frecce a casaccio sui passanti… quant’è strano l’amore!
L’uomo smette di pedalare: si offre a questa nuova possibilità.
Volta le spalle al suo desiderio ancestrale.
Rinuncia a sé stesso per seguire l’amore.
Tradisce la propria libertà, lo spirito di un sogno quasi realizzato.
Abbandona il viaggio, lancia alle ortiche tutta la tenacia che aveva riposto nella titanica impresa.
I desideri che si vendicano
Questi spiriti sono suscettibili: se li invochi con forza e poi li rifiuti, diventano spietati.
Noi donne conosciamo bene questo processo.
A volte veniamo corteggiate, diciamo no, no, no... poi a un certo punto iniziamo a sentire qualcosa per il tizio in questione.
Diciamo sì — e lui scappa.
Per ricomparire quando gli passa la paura.
Ma la porta non solo si è chiusa: è proprio svanita.
I desideri consegnati e poi rifiutati sanno essere crudeli.
Il mio narratore sceglie di conformarsi a un amore statico e borghese.
Volta le palle alla propria essenza e se ne accorge solo quando ha perso tutto.
Due mondi inconciliabili
La donna si rende conto che i due appartengono a mondi diversi.
Lei, ancorata alla forma, legata a una spiritualità di superficie;
lui, un uomo libero, selvaggio, capace di sognare e desiderare le stelle.
Lei riesce a catturare questa preda, per poi accorgersi che una tigre addomesticata non è poi così interessante come la sua mente le aveva fatto credere all’inizio della storia.
Lui si ritrova solo, senza donna, senza sogno.
Potrà salvarsi solo quando ritroverà la strada di casa, nelle fondamenta dell'Essere.
Il mito che abita in noi
Quante volte nella vita sperimentiamo il mito di Ulisse?
Diventiamo infedeli ai nostri obiettivi e ci perdiamo.
Eppure, in quel perdersi, ritroviamo le nostre parti oscure.
Magia, sensualità: smettiamo di essere guerrieri e dominatori.
Ci diamo il permesso di navigare, di amare sacrificando la razionalità, i progetti, mandando letteralmente a puttane qualunque impegno assunto in precedenza.
E a un certo punto ci svegliamo e capiamo di aver perso “la strada di casa”.
Ci sentiamo disperati, rinneghiamo le scelte fatte, ci rifugiamo nella menzogna che le tentazioni ci abbiano distolto dai nostri veri obiettivi.
Ma se fossimo davvero onesti con noi stessi, ci accorgeremmo che la nostra anima aveva bisogno di cadere, di conoscere i picchi dell’amore per poter esplorare gli abissi della desolazione.
Sprofondare nel buio.
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Nigredo: la notte dell’anima
Nigredo è il luogo dell’anima in cui avviene la trasformazione.
La putrefazione delle vecchie immagini di sé è il sentiero notturno che conduce al luccichio dell’anima.
L’unica strategia possibile per ritrovare sé stessi nella Nigredo è quella adottata da Ulisse: tappare le orecchie per non sentire il canto delle sirene, che a mio avviso rappresenta il vociare della mente, capace di divorare la più integra delle personalità.
Quando si è perso tutto, bisogna mettere a tacere la mente, poiché ci impedirà di ricordare che al di là del buio c’è la luce.
Nessuno può vedere l’alba rinunciando alla notte.
Ovviamente non è semplice.
L’oscurità e il vuoto fanno paura.
Ci ricordano che non siamo eterni, e questo inevitabilmente spaventa.
Ma possiamo affrontare tutto una difficoltà alla volta, riducendo al minimo lo stress.
Ariavibra: il ritorno al corpo
Ariavibra è il movimento che ti permette di far tacere la mente attraverso il respiro, il movimento del corpo e la meditazione dinamica.
È una danza con sé stessi che mostra gli aspetti chiari e quelli scuri che si alternano dentro di te e nella tua quotidianità.
È la gioia del viaggio che ti allontana, per poi farti ritornare al tuo centro con maggiore consapevolezza.
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🜂 Breve pratica alchemica
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Assumi la posizione fetale.
Respira lentamente, un leggero alito come se stessi spegnendoti.
Rimani in quello stato, osserva la qualità dei tuoi pensieri in quella posizione e con quel tipo di respiro. -
Dopo alcuni minuti, apri il corpo.
Assumi una posizione a stella, con braccia e gambe divaricate. -
Inspira profondamente dal naso, espira dalla bocca.
Ogni inspirazione è luce che porti dentro.
Ad ogni espirazione esali oscurità. -
Continua così per alcuni minuti.
Poi resta in ascolto.






🙏
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